DAL SITO DELLA DAN EUROPE:
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Importanti novità sulla sicurezza dell’immersione
Ne ha parlato il prof. Marroni, durante la seconda
edizione di SUBACQUANDO, che quest’anno, si è svolta a Levico, in Trentino.
Impeccabile l’organizzazione affidata alle società affiliate al Settore Attività
Subacquee del Comitato Regionale FIPSAS del Trentino (ATAsub, Rane Nere, Quercia
sub, Gruppo Sommozzatori Riva del Garda, Trentino Apnea) con la collaborazione
del Nucleo dei Sommozzatori Vigili del Fuoco di Trento.
La giornata di studio, mirata all’approfondimento delle tematiche incentrate sul
mondo sommerso ed, in particolare, sul tema della sicurezza, ha avuto come
ospite d’onore il prof. Alessandro Marroni, presidente del DAN Europe.
Ha aperto i lavori un rappresentante del comitato centrale Fipsas che ha colto
l’occasione per annunciare alcune importanti svolte all’interno della
Federazione tra cui la partecipazione ufficiale alla raccolta dei dati utili
alla ricerca del DAN Europe .
Il prof. Marroni, durante la mattinata, ha indicato come vivere in assoluta
sicurezza la passione per le immersioni, alla luce dei più recenti studi
effettuati dal DAN.
Ecco, in sintesi le tematiche affrontate:
La Ricerca DAN Europe sulla sicurezza dell'Immersione.
Il Diving Safety Laboratory, analisi statistica di oltre 16.000 immersioni di
ricerca.
Ruolo del profilo di risalita e delle soste profonde nella prevenzione della PDD:
nuovi algoritmi per il calcolo decompressivo?
Sono stati presentati i risultati della ricerca sulla sicurezza della risalita
iniziata da DAN Europe nel 1993, che, sulla base delle prime 15000 immersioni
registrate ha permesso di azzerare la produzione di bolle gassose
post-emersione, mediante l'adozione di un algoritmo di calcolo che protegge, in
particolare, i tessuti rapidi, ritenuti i principali protagonisti della
decompressione dopo immersioni ricreative ed i più legati al rischio di
Patologie Decompressive Neurologiche, che sono la forma di PDD più frequente
negli sportivi.
Le ulteriori, ormai oltre 19000, immersioni raccolte dal programma di ricerca
DSL di DAN Europe, insieme ad oltre 500 immersioni sperimentali svolte con il
gruppo di volontari di Ravenna Sub, della FIPSAS e del Gruppo Sub Novara Laghi,
hanno inoltre dimostrato l'importanza dell'introduzione di una breve "deep stop"
a metà profondità, dopo immersioni nell'ambito ricreativo ed in aggiunta
all'ormai abituale sosta di sicurezza, ai fini di eliminare o minimizzare la
presenza di bolle gassose circolanti post emersione e, conseguentemente, ridurre
grandemente il rischio di PDD.
2) Le immersioni con tecniche speciali.
Aria Profonda, Nitrox, Trimix, Rebreathers: considerazioni mediche e rischi
specifici
Sono stati descritti i metodi per prevenire i principali incidenti tipici di
queste tecniche di immersione, con particolare enfasi ai problemi collegati con
la tossicità dell'ossigeno, il ruolo della ritenzione di CO2 nell'aumento del
rischio di tossicità da ossigeno e PDD, i rischi dell'uso di rebreathers non
muniti di monitor continuo della percentuale di ossigeno nel sacco polmone,
specie durante attività fisica intensa durante l'immersione. Sono stati,
inoltre, presentati i primi risultati dell'uso di un monitor fisiologico
sviluppato da DAN Europe che consente il monitoraggio in tempo reale ed in
immersione del consumo di ossigeno, della produzione di CO2, del ritmo
respiratorio e della frequenza cardiaca, insieme alla misurazione costante della
percentuale di O2 nel sacco polmone, durante l'immersione con rebreathers, sia
utilizzando miscele arricchite ( Nitrox) che miscele diverse (Trimix)
3) Ruolo, Importanza e Rischio del Forame Ovale Pervio per il Subacqueo
Ricreativo
Sono stati presentati i risultati dello studio DAN Europe, comunicato anche ad
un congresso della NASA sul rischio di PDD nelle attività spaziali
extraveicolari, che hanno portato sia la NASA che diverse autorità
internazionali a considerare non indispensabile e non indicato l'esame a tappeto
per la rilevazione del PFO nella valutazione dell'idoneità all'immersione.
Lo studio DAN ha dimostrato che il PFO - variante presente in oltre un terzo
dell'umanità e non malformazione cardiaca - non è collegato statisticamente ad
un aumentato rischio di PDD neurologica midollare e che è necessario un
significativo aumento della pressione toracica, come si può avere durante
notevoli e prolungati sforzi, o accessi di tosse, durante la risalita e dopo
l'emersione, per far si che le bolle gassose presenti nella circolazione
polmonare e nelle parti destre del cuore, passino a sinistra e penetrino nella
circolazione arteriosa. Le attuali conoscenze consentono di affermare che, anche
in presenza di un PFO, il passaggio di bolle nella circolazione arteriosa è
infrequente e richiede momenti di sforzo intenso e prolungato e che, in sintesi,
il vero problema non è il PFO, ma il rispetto di profili di immersione che non
producano bolle circolanti in eccesso.
Gli argomenti trattati hanno suscitato notevole interesse tra i numerosi
partecipanti e gli organizzatori , per dare un sostegno concreto alle importanti
ricerche scientifiche condotte dal DAN, hanno donato 300 € al “fondo DAN per la
ricerca”.